I NOSTRI COMUNICATI All’agricoltura italiana fondi UE per 38,7 miliardi nel 2021-27

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Tra il 2021 e il 2027 l’Italia avrà a disposizione circa 38,7 miliardi a prezzi correnti
di fondi europei per finanziare le sue politiche agricole. Di questi, 25,4 miliardi per
i pagamenti diretti, 10,7 per lo sviluppo rurale (9,8 miliardi dal bilancio e 925 milioni
dal Recovery Fund), 2,3 miliardi per i programmi vino, 242 milioni per l’olio d’oliva e 36
milioni per il miele.
È quanto emerge dall’elaborazione dei dati della Direzione generale bilancio della
Commissione europea. Il supplemento ai fondi per lo sviluppo rurale del Recovery
Fund, però, potrebbe non essere disponibile prima del 2022.
Con 925 milioni di euro l’Italia è uno dei Paesi che trarrà maggior vantaggio dal
supplemento da oltre 8 miliardi che il fondo Ue per la ripresa aggiunge al bilancio Pac.
«Da come si era partiti, con i tagli proposti nel 2018 dalla Commissione Juncker,
possiamo dire che la spesa Pac ha tenuto – commenta l’eurodeputato Paolo De
Castro (S&D, Pd) – anzi, se si considera il 2020 a prezzi correnti il bilancio agricolo Ue è
leggermente aumentato».
De Castro è il relatore della parte del regolamento «Omnibus» che si riferisce
all’agricoltura. Si tratta del provvedimento con cui l’Europarlamento contribuirà a
definire i dettagli della distribuzione del fondo per la ripresa. «Ora – sottolinea l’ex
ministro italiano – dobbiamo batterci per rendere disponibili i fondi aggiuntivi
già nel 2021».

Secondo l’impianto del recovery fund, infatti, i finanziamenti dovrebbero esserci solo a
partire dal 2022. «Dobbiamo cercare in tutti i modi di anticiparli – insiste De Castro –
per poter dare subito risposte alle conseguenze della pandemia. Per velocizzare –
aggiunge – si sta pensando di inserire tutto nel regolamento per il periodo
transitorio sulla Pac, che estenderà di due anni l’attuale Politica agricola».
La Commissione voleva limitarsi a un anno, «ma la volontà politica di Europarlamento
e Consiglio è chiara – sottolinea De Castro – la transizione sarà di due anni, no al
31 dicembre 2022».

Fonte_informatoreagrario.it

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